La Vanoni chiusa dentro il Civico, Bruzzone la abbatte

morte vanoniIl saluto al palco di Ornella Vanoni, 80 primavere quest’anno, è passato anche alla Spezia, al Teatro Civico, con lo spettacolo “Un filo di trucco, un filo di tacco”. La tournée sarebbe dovuta proseguire poi in diverse piazze italiane, per un caloroso saluto a un pubblico affezionato che ha seguito l’artista milanese nella sua lunghissima carriera. Sarebbe, perché purtroppo – e soltanto adesso le autorità vogliono che se ne parli – al Civico è finita in tragedia. La Vanoni è andata ben oltre il filo di trucco, optando per una sorta di imbalsamazione preventiva, restando quindi a ripulirsi in camerino per ore, trovandosi quindi chiusa dentro al Teatro Civico a notte fonda. La divina Ornella ha così dato di matto, cominciando a lanciare acuti e danneggiare la struttura. Barricandosi ora nei palchetti, ora nella galleria, e praticando veri e propri atti di guerriglia, la cantante, fuori di sé, ha respinto ogni tentativo di ingresso da parte dei funzionari del comune, dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine, accorsi per liberarla e restituire il Teatro alla città. Niente da fare. E allora, a mali estremi, estremi rimedi. Martedì all’alba il consigliere regionale della Lega Nord Francesco Bruzzone, paladino dei cacciatori liguri e venatore egli stesso. Agghindato con quei giubbini multi tasca che solo i paparazzi e gli uomini dei boschi indossano ancora e pienamente autorizzato, Bruzzone ha fatto irruzione al Civico come un Navy Seal. La Vanoni gli ha escoriato un fianco con un acuto particolarmente stridulo, ma il consigliere, seppur dolorante, è riuscito a matarla con un solo pallettone, al centro di quella grossa capoccia ovale. “Dispiace perché era un’artista che apprezzavo – ha detto Bruz alla stampa con la Vanoni sulle spalle – ma quando il Comune mi ha chiamato, non ho potuto far altro che rendermi disponibile”. Il consigliere, persona schiva e concreta, ha sparato a un paio di cronisti ed è tornato a piedi su quelle meravigliose alture dell’entroterra ligure dove la frugalità è legge e il caldo buono dei camini è conforto per il cuore dei viandanti.

Silvio Coscia