Gli amici animali dei politici spezzini

A volte li vediamo come esseri sovrannaturali votati esclusivamente al bene comune, ma in fondo sono persone come tutti noi. Più intelligenti, più colti, più cool, ma comunque esseri umani, con difetti (pochi) e pregi (tanti). E con la passione per gli animali. Chi sono gli zooamici dei politici di casa nostra? Scopriamolo insieme!

1. Ruggio, il cocker remissivo del sindaco della Spezia Arthur Friedenreich

Ruggio

Dolce e obbediente, il cocker Ruggio è fedele amico del sindaco dal 1972. Particolarmente amato da Friedenreich dall’inizio degli anni ’90, quando si è fatto all’improvviso molto pacato, incapace di reagire, disposto ad accettare tutto, in primis la decomposizione. “L’animale ideale”, l’ha definito Arthur. È iscritto al PD e vota a comando alle primarie. Curiosità: è l’ultimo bau bau ad aver fatto pipì contro un pino di Piazza Verdi.

2. XXX, il cane confuso del Gov Burlando

XXX

Il fedele compagno a quattro zampe del Presidente Burlando è un pastore tedesco con problemi di depressione, sdoppiamenti, sbalzi di umore. Sin dalla più tenera età, il cane ha dovuto fare i conti con gli indecifrabili comandi del padrne: Yeuaghi!, Seuella!, Aiebare!, eccetera. Una volta il Gov cercò di farsi dare la zampa con un comando così criptico, che l’obbediente animale si gettò in un fosso cantando; un’altra volta provò a fargli prendere il legnetto, ma lo sventurato quadrupede prese la filariosi. Nessuno ha mai capito come si chiami, per ovvi motivi. La sua vita difficile trova sollievo soltanto nei lunghi momenti di gioco con i baffi dell’assessore Montaldo.

3. Dudù, il barboncino bianco di Maria P. Frigidaire

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Quale animale poteva desiderare la fedelissima berlusconiana Maria Paola Frigidaire, consigliere comunale spezzino? Naturalmente Dudù, il cane di Silvio. L’esponente forzista, quando il cagnolino napoletano è arrivato ad Arcore, aveva una barboncina nera di nome Vergognallamministrazione. Le ha cambiato nome in Dudù e l’ha fatta dipingere di bianco. Entro fine estate l’intervento.

4. Seatrade, il micio di Forcieri

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Anche il presidente dell’Autorità Portuale, Reyner Forcieri, è un amante degli animali. Il suo amichetto è il gatto Seatrade. Il presidente ripete di continuo che per averlo non ha fatto tirare fuori soldi pubblici. “Te credo, te l’han regalato”, fa notare la solita gola profonda statale. Una volta il micio Seatrade ha ucciso un Merlo.

5. Pumba, il cinghiale di Chester Bonanini

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Dicono che nei giorni successivi alle amare elezioni del 25 maggio, l’ex presidente del Parco delle Cinque Terre, Chester Bonanini, abbia passato un sacco di tempo con il suo adorato cinghiale Pumba. Gli dà da mangiare soltanto Sciachetrà e Viagra per ungulati, in modo da infestare con tanti cinghialetti le Cinque Terre e far rimpiangere la tranquilla e florida era Bonanini. Indiscrezioni di ambiente forestale dicono che una volta abbia sorpreso nei boschi il guardiano del Parco, Luca SinceriauguridibuonNatale. Sorpreso in quell’unica maniera che ti fa camminare con lo sguardo basso per giorni, settimane, mesi.

6. Limitato, il geco del sindaco di Lerici Marco Calury

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Gliel’hanno venduto a 4 milioni di euro dicendogli che Limitato era il diminutivo di Zona Traffico Limitato. Così, entusiasta per il bellissimo nome, il sindaco di Lerici Marco Calury aveva sborsato più che volentieri per il piccolo e incantevole geco. Col tempo, attenti osservatori hanno capito che Limitato non è un diminutivo, ma un nome disgraziatamente calzante. Bella bestiola, niente da dire, ma davvero deboluccio di testa, inguaribilmente stupido. Si dice che in comune sia il consigliere più ascoltato.

7. Stronzio, il cane dell’assessore all’ambiente Natale Natale

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A volte si dice che il cane è lo specchio del padrone. Per quanto riguarda l’assessore all’ambiente Natale Natale e il suo pinscher Stronzio, la massima va a farsi benedire. Tanto carino e dolce l’assessore, tanto insopportabile il quadrupede. Nervoso, mercenario, perditempo, sudicio, falso e violento. Così schifoso che una volta la bestiola ha fatto la popò davanti al Comune e Natale, confondendosi, ha messo nel sacchettino il cane, lasciando a terra la montagnola odorosa. E menomale che è assessore all’ambiente.

8. Mino, il cucciolo di Daniele Moltobello, sindaco di Castelnuovo

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Si chiama Mino ed è il dolce cucciolo di salame di Daniele Moltobello, fresco sindaco di Castelnuovo. Un padrone violento e mordace per colpa di tutti i caffè bevuti in campagna elettorale in virtù della sciagurata iniziativa che gli ha fatto perdere tantissimo consenso e diverse cause. Ma alla fine, com’è noto, Daniele l’ha spuntata con un risicato 93%. Si dice che il piccolo e dolce salamino Mino, morso dal nervoso padrone, sia fuggito, rifugiandosi scodinzolante nella più tollerante Ortonovo. Come diceva Gandhi: “Un comune della Val di Magra si giudica da come trattai suoi animali da compagnia delle Indie”.

9. Calimero, il pulcino di Alex Cavanda

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L’amico animale del sindaco di Sarzana Alex Cavanda è un pulcino nero con guscio d’uovo in testa. Si chiama Calimero e si guadagna da vivere con spot pubblicitari per detersivi. Strabiliante la somiglianza con il sindaco, tant’è che Cavanda lo invia sempre al suo posto a cose facili come le commemorazioni delle stragi nazifasciste. Calimero ci va, perché il rimborso della trasferta non gli fa schifo, ma se la ride sotto i baffi. Perché di nero, lui, non ha solo le piume, ma anche il cuore.

 

Fausto Minali