La Spezia che fu: Aziz Felettjin, il parcheggiatore che faceva regolare fattura

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Sono tanti, impersonali, molto attaccati al denaro. Chi? I parcheggiatori abusivi, presenza fissa dei parcheggi spezzini. Sono lontani i tempi di Aziz Felettjin, uno dei primi ad esercitare la professione. Un vero signore, arrivato sul Golfo dal Nord Africa negli anni ’60, ancora ragazzino, con il sogno di smistare nei rettangoloni blu tutte le automobili del mondo. Così meticoloso che fu il primo – e l’ultimo – parcheggiatore abusivo a emettere regolare fattura in caso di ricompensa. Una scelta d’onestà che, in quest’Italia malata, non pagò. Chiedeva elemosine logicamente più alte e gli automobilisti dovevano aspettare preziosi minuti per tutte le pratiche del caso. Più di una volta fu percosso. L’amministrazione comunale, di concerto con il sindacato ParAb Cgil, decise di fargli la festa. Era il febbraio del 1996 quando al maturo e cavilloso magrebino fu chiesto ufficialmente di sdraiarsi sui nuovi sensori di piazza Bayreuth per testarne l’efficacia. Le indicazioni di un vigile connivente e un pullman tedesco con 60 obesi a bordo fecero il resto. Del parcheggiatore gentile non rimase niente. E i sensori, tra l’altro, non funzionavano.

Paolo Frates