Editoriale/ Pitelli: vivere spensierati è meglio di scavare, ma c’è chi non lo capisce

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Pitelli di qui, Pitelli di là. Ora è questa la moda spezzina. La Forestale, per occupare un noioso pomeriggio statale, è andata a scavare nell’area che sarebbe a rischio, trovando un’altra discarica. Ed ecco il polverone. Nessuno però che faccia due più due e osservi: ma se una cosa è sotto terra, non sarà meglio lasciarla lì? E invece no. Lo sport nazionale è rovinare tutto. Tra l’altro, in piena estate, quando il sole scioglie le tensioni degli uffici, delle querele, delle puntate settimanali dall’avvocato matrimonialista di grido che ha scelto lei, Susanna. Ma che ti ho fatto? Fammi vedere i bambini! Fammi vedere almeno Hazard su Italia Uno! Ad ogni modo, il disastro è fatto. Tutta colpa degli spezzini pessimisti e curiosoni, probabilmente sempre di più. E dei politici che cavalcano il loro gusto malsano per la preoccupazione infinita. I veri rifiuti non sono nella collina di Pitelli. Sono nei consigli comunali, nelle sezioni dei partiti, sotto l’ombra vigliacca dei gazebo. E poi, diciamocelo, la paura di morire per i modesti interramenti di rifiuti (in maggiora parte organici: scarti di frutta e verdura, gusci d’uovo, salme) è IRRAZIONALE. Pitelli è il mezzo più sicuro, secondo solo alle scale mobili e agli ascensori. Le possibilità di essere coinvolti in una morte da veleni sono di circa 1 su 11 milioni, mentre le possibilità di rimanere uccisi in un incidente automobilistico sono 1 su 5000. Tutti i moderni colli dei veleni sono costruiti seguendo rigidi dettami in materia di sicurezza e devono passare scrupolosi test ed esami prima di poter trasportare dei civili. Nessuno sconto è fatto a coloro che non rispettano al 100% gli standard di sicurezza. Copiato da una cosa di Ryanair.

Paolo Frates.