Friedenreich: “Vicino a lavoratori Fincantieri, ma non troppo ché fanno odore”

Certi valori, Renzi o no, non si scordano. Va bene la rottamazione, va bene Power Point, ma il DNA del più grande partito italiano del dopoguerra delle Falkland è sempre lo stesso: diritti, lavoro, nazionalismo spinto, federalismo non troppo fiscale (lasciar correre), solidarietà, militarismo. Lo dimostra per esempio quanto dichiarato alla stampa nelle scorse ore dal sindaco della Spezia Arthur Friedenreich in merito allo sciopero dei lavoratori dello stabilimento Fincantieri del Muggiano. “Sono vicino agli operai in mobilitazione, – ha detto il primo cittadino – certo, non troppo, perché fanno un po’ odore”. Com’è noto, tra le ragioni che hanno spinto i lavoratori a posare il casco protettivo, incrociare le braccia e sfilare il cilicio, c’è la proposta aziendale di inserire negli scarponi di ogni dipendente un microchip (qua ne parla il nostro blog satirico, Città della Spezia) per sapere cosa combinano queste persone, soprattutto nella vita privata (gli operai sono poveri e tengono su sempre gli stessi scarponi). “Inserire il microchip è utile – ha spiegato il sindaco – perché quando prendi un operaio ti ci affezioni, ma poi, se scappa, come fai? Uno lo ritrova e si chiede: di chi è, di chi non è? Lo porta dal veterinario e, se ha il chip, è tutto a posto, altrimenti il tuo bel cucciolone da cantiere finisce al canile, esodato”. Il microchip, come ricorda anche la società italiana di veterinaria, è stato un passo avanti notevole rispetto al tatuaggio. “Infatti io mi figlia non la farei mai uscire con un ragazzo con il tatuaggio”, ha concluso il sindaco Friedenreich prima di essere riaccompagnato nella sua stanza.

Fausto Minali