Fiera, protesta dei commercianti: “San Giuseppe era associato CNA”

Anche quest’anno Fiera di San Giuseppe fa rima con polemica. Altre rime, per completezza: Giuseppe, Papè Satan Aleppe, Rapper. A infuocare l’atmosfera, come sempre, i commercianti del centro storico. Proprio l’altro giorno una ventina di esercenti, di ritorno dalle Terrazze, hanno consegnato all’amministrazione comunale un feroce documento un po’ appiccicoso e macchiato, perché alle Terrazze avevano anche mangiato, i signorini. Nel citato documento (la tessera sanitaria di uno che vende vestiti per bambini e, volendo, per nani) i negozianti chiedono a Gran Voce, il cheerokee che lavora nella segreteria del sindaco per il solito buonismo di sinistra, che la fiera di San Giuseppe non sia più dedicata all’attempato genitore 1 di Gesù Bambino, ma a un’altra persona, più equidistante. Infatti, secondo le recenti rivelazioni di Dan Brown, autore di “Angeli e Damon Hill” e di altri libri di Antonio Socci, San Giuseppe, norto artigiano del legno, sarebbe stato un associato CNA. Inaccettabile per i commercianti spezzini, in maggioranza rappresentati da altre associazioni, come la ANVDAAAFUGAUSDADPMPE (associazione nazionale vittime dell’andiamo anzi a fare un giro a Unieuro, specie dopo l’acquisizione da parte di Marco Polo Expert). Dai simpatici esercenti anche la proposta di non allestire la fiera in centro, ma spostarla sul raccordo autostradale, nei tratti più pericolosi, così da temperare la loro fama mortuaria con l’allegria degli ambulanti. Così facendo, sarebbe possibile far svolgere la fiera senza dare scadenze precise, ma aspettando – secondo una logica Slow - che si esaurisca da sola, quando la gente è stanca dei banchi e delle buonissime zoccole, il classico dolce spezzino di San Giuseppe.

Paolo Frates