Truffe: falsi dipendenti Acam ritirano la spazzatura regolarmente

Non c’è proprio limite alle sofferenze degli spezzini per quanto riguarda la raccolta della spazzatura o, come dicono i liguri, “monnezza”. Infatti, come se non bastasse la preoccupante crisi di Acam (un debito di oltre 4mila euro) con tutte le inefficienze che ne derivano, compreso il calo di like dalla pagina aziendale, ora ci si mettono anche i truffatori. E non quelli classici, che prendono soldi in prestito dagli anziani – ché tanto non è che escano tutti i giorni a fare acquisti – o che, con la scusa di controllare il contatore del gas, entrano in casa e controllano il contatore dell’acqua. Soggetti, insomma, ai quali nel tempo la gente ha imparato ad affezionarsi. Nossignore: il caso Acam è diverso. Da qualche tempo girano infatti casa per casa e strada per strada dei falsi dipendenti del ramo Ambiente i quali, molto regolarmente e con solerzia, ritirano i rifiuti differenziati e indifferenziati, lasciando le vie linde come il sedere di un neonato di una famiglia benestante. Truffatori belli e buoni, vestiti uguale agli originali (compreso il teaser anti ratto) e distinguibili dai veri lavoratori Acam soltanto per loro condotta ineccepibile e il malsano desiderio di tenere la città in ordine. Qualche spezzino, secondo indiscrezioni di ambiente infettivo, nutrirebbe simpatie verso questo “bubbone schifoso da eliminare assolutamente”, come ha dichiarato l’assessore all’ambiente Luca Sinceri Auguri di Buon Natale, che però non stava parlando dei truffatori, ma era dall’estetista, di spalle. In generale, tuttavia, la gente è scocciata perché alla fine si è bonariamente abituata ai veri dipendenti Acam e ai loro interventi slow. Una cosa anche comoda, perché se sei di fretta e vedi un comò che ti piace, buttato via, puoi passare a prenderlo con calma anche il giorno dopo, tanto è sempre lì. Il primo cittadino Arthur Friedenreich ha detto che si occuperà presto del ramo Acam e i comitati lo hanno denunciato perché al sindaco gli dai un ramo e si prende tutto l’albero.

Fausto Minali