Niente migranti all’ex Zebra perché alcuni sono contro matrimoni gay

Pericolo scampato per i cittadini sarzanesi: i 30 migranti di cui si parla da giorni (qui un gusto so approfondimento) non saranno trasferiti dalla Spezia al centro della Val di Magra. Ufficialmente, perché queste persone gradiscono muoversi soltanto con i barconi della speranza e veniva scomodo perché c’era da creare la nuova partecipata ATC Mobilità e Naufragi. Ma il motivo principale è che va bene aiutare queste persone, ma solo se accettano i nostri valori in materia di diritti, in primis il matrimonio tra persone dello stesso sesso omosessuale. Invece, un nutrito gruppetto di giovanotti africani, interrogati sul tema dagli assistenti sociali, si sono dichiarati contrari a quello che altro non è che un atto di civiltà. Sono stati percossi e gli è stato tolto l’apericena da sotto il naso. Hanno cercato di giustificarsi spiegando che loro vengono da culture sciamaniche che certe cose non le contemplano perché fanno impressione. Ma niente. Così facendo, i damerini hanno oltrepassato il limite. “L’unica guerra da cui sono scappati – spiega in una nota il Comune di Sarzana – evidentemente è quella tra la loro coscienza retrograda e un mondo che va avanti e che ha il coraggio di cambiare”. In difesa dei ragazzi afroamericani si è mosso il poeta lericino Angelo Tonelli, che ha voluto azzardare un paragone equino tra i migranti dentro la ex Zebra e i greci di Ulisse dentro il cavallo di legno, però poi ha smesso perché gli inservienti hanno detto che disturbava gli altri pazienti.

Fausto Minali