Minacce di morte a tutti i candidati, lo chiede la par condicio

Ha fatto grande scalpore la lettera minatoria recapitata alla candidata Lella Paita. “Quei soldi sono i nostri. Se non ce li restituisci ti faremo la pelle”. E tutto perché una volta a cena si era deciso di dividere in parti uguali, ma lei in effetti aveva preso il sorbetto e la crepes con la nutella, quindi un po’ di più le toccava. Le minacce di morte hanno sconvolto il panorama politico ligure, che ha espresso solidarietà alla Paita in maniera trasversale e compatta, eccezion fatta per Lega Nord, Italia dei Valori, Altra Liguria e la lista “Spezia torna a volare” del simpatico avvocato Roberto Quber. Ma adesso c’è un problema. Siamo in piena campagna elettorale e vige la par condicio. La conseguenza? Tutti i candidati alla presidenza regionale devono essere minacciati di morte e bisogna organizzarsi bene perché il voto è imminente (25 maggio). La Regione ha pubblicato senza esitazione un bando pubblico per operatori della minaccia pesante. Per ora hanno risposto solo belle donne tra i 40 e i 50 anni che vogliono scrivere a Pastorino “Ti ammazzerei di baci, ti ammazzerei, cuore mio”, e allora così sono capaci tutti.

Omar Bozo