Paita sul palco del Giro: “Emozionante, ma ciclisti un po’ esibizionisti”

Martedì 12 maggio il Giro d’Italia, la più importante corsa a tappe dopo la vita, è arrivato alla Spezia. L’ultima volta era successo il 9 maggio 1978 (Novi Ligure-La Spezia), festa rovinata dal ritrovamento del cadavere di Aldo Moro all’interno dell’ammiraglia della Androni Giocattoli. Nonostante le speranze di Rete a Sinistra, quest’anno la penetrazione nel Golfo della carovana rosa non ha coinciso con il rinvenimento della salma di un moderato. D’altra parte, il Giro non è più quello di una volta. Al di là della vittoria di tappa, andata a Gilberto Simoni, il vero trionfatore è stato il nostro bellissimo comprensorio. Apprezzata anche la scelta dei Comuni che, impossibilitati a coprire tutte le buche delle strade, le hanno allargate e deformate in modo da formare scritte come “W il Giro”, “W la carovana rosa”, “Molto bene Saronni” e altro. Un velocista polacco è stato risucchiato in una di queste voragini, rifacendosi una vita nelle profondità della terra. Emozionante la premiazione, che ha visto salire sul palco la candidata Pd alla presidenza regionale, Leila Paita. L’attuale assessore alle infrastrutture ha consegnato la maglia rosa, spruzzato le ragazze immagine con lo spumante e lanciato il proprio cappellino alla folla. “Una bella esperienza – ha dichiarato – però questi ciclisti sono un po’ invadenti ed esibizionisti, oltre che tutti sudati marci. Non è proprio possibile stare sul palco un minutino da soli? E uno sale per la vittoria di tappa, e l’altro vuole salutare e ringraziare, e un altro ancora vuole la maglia rosa, poi c’è quello della maglia verde, e quello della maglia del miglior giovane, ma dove siamo, all’OVS?”.

Omar Bozo