Isis querela Ricciardi: “Ci ha paragonati alla Lega”

Come diceva Lui: “Non si può proprio mai stare tranquilli!”. Qualche volta lo avrà detto di sicuro, non è niente di speciale da dire. Ad ogni modo, dopo il trambusto causato dagli attentati di Parigi, con i soliti disagi per la viabilità, la tensione non si placa. Anzi, viene alimentata dalla politica spezzina. Tutta colpa di Jacopo Ricciardi, responsabile regionale movimenti (praticamente esce il sabato sera e va a vedere se c’è del movimento) di Rifondazione Comunista nonché simpatica presenza fissa al consiglio comunale, dove ogni tanto tira una bomba carta contro i messi credendoli maiuscoli, quindi idoli del Camp Nou e potenziali nemici dell’amato La Spezia Calcio. Ebbene, cosa ha combinato il pacioso esponente spezzino del PrC? Ha accostato la condotta della Lega Nord a quella dei “nazisti dell’Isis”, anche se voleva scrivere dell’Illinois ma ha il T9 antiamericano. Come prevedibile, è scattata la querela. Da parte dei ragazzi dello Stato islamico. “Ricciardi risponderà nelle sedi opportune per averci paragonati alla Lega Nord – hanno dichiarato mentre demolivano un monumento antico a Age of Empires II (senza l’espansione con i Maya e i Coreani, perché sono gente sobria) -.Parole gravissime, soprattutto perché noi, rispetto agli amici della Lega Nord, non abbiamo mai, e ripetiamo: mai!, tradito il pensiero federalista di Gianfranco Miglio”. Il consigliere regionale leghista Stefania Pennarelli, da parte sua, ha rigettato ogni accostamento al Daesh perché si trova benissimo con Ava (Come lava!) anche per via di Calimero che è molto simpatico, benché evidentemente non italianissimo. Il rammarico di Ricciardi: “Probabilmente sono stato frainteso – ha dichiarato alla tv coreana -. Io volevo solo lanciare un messaggio a favore di una pacifica convivenza tra popoli superiori e inferiori, che devono poter vivere in pace uno accanto all’altro, uniti, solidali, magari federati, con l’Uzbekistan sotto, il Caucaso lì tranquillo, vediamo un po’ con la Cina come va (alla fine si risolve tutto), il programma spaziale e l’alfabeto di Gabriele Cirillico”.

Omar Bozo