Curva Ferrovia: “Ora andiamo ad Alessandria per ribaltare il risultato”

Momenti difficili in casa Spezia Calcio dopo la sconfitta casalinga in Coppa Italia nella partita secca contro l’Alessandria, al termine di un “combattutissimo derby ligure”, come sottolineato dal presidente della Regione, Giovanni Toti. Il giorno dopo la partita, sono arrivate le dimissioni del presidente Nanni Grazzini, e ora la società, che è una partecipata comunale, tornerà nelle mani di palazzo civico, presieduta dal sindaco Arthur Friedenreich, fino alle prossime primarie per la presidenza. “La stagione non è ancora da buttare, riusciremo a portare lo Spezia in Serie B”, ha tuonato il primo cittadino approfittando di quei cinque minuti in cui l’infermiere va fuori a fumare. Per ovviare alla cocente batosta in Coppa, intanto, la Curva Ferrovia, consigliata da un buon comportamentista, ha cominciato a far finta di niente e a lanciare messaggi del tipo “Adesso tutti ad Alessandria per la gara di ritorno”, “Brutta sconfitta, non sarà facile rimontare, ma ci crediamo, però Rivera va preso a uomo” o “Certo che il Televideo però non dà ancora l’orario della gara di ritorno, e noi il canone per cosa lo paghiamo, per Frizzi?”. E come provi a ricordargli che era una partita secca, cominciano a fare dei versi strani per coprire la voce e non sentire, anche se molti ultras (quelli di Rifondazione in primis) fanno dei versi strani a prescindere perché hanno dei disturbi. FINALE POPOLARE: Piccola curiosità. Le tifoserie di Spezia e Alessandria, storicamente rivali, hanno comunque trovato un momento di unità e concordia guardando ai più piccoli: picchieranno insieme un bambino dell’Avellino. FINALE RADICAL SHEEK: Piccola curiosità. In occasione di Spezia-Alessandria 1-2, i supporters piemontesi si sono cimentati in sberleffi composti da due emistichi di almeno sei sillabe ciascuno, nei quali la sesta sillaba era accentata. Versi alessandrini.

Paolo Frates