Famiglia sfrattata ospitata in sala consiliare: “S’è liberato posto”

Ha fatto scalpore la notizia del disabile spezzino al 100% che, rientrando a casa dopo una gara di pentathlon, se l’è ritrovata occupata da una famiglia rimasta senza alloggio dopo lo sfratto. Marito siciliano, moglie marocchina e figli tunisini, a metà strada. In poche ore si erano anche permessi, in piena linea con il piano casa, di fare dei piccoli interventi di ristrutturazione nella misera dimora del disabile, ampliando la piscina tropicale e la pista per l’elicottero, e, più prosaicamente, sistemando in cucina lo zoccoletto, un giovane prostituto di borgata. In città è scattata la protesta contro gli usurpatori e si è gridato alla “Lotta tra poveri”, nuovo programma di DMAX, in onda ogni sabato alle 21. Forza Nuova e Casa Pound hanno organizzato un presidio sotto la casa occupata, ma poi le due realtà di centrodestra si sono scontrate per la proprietà di un ancella dell’Asmara. Nel frattempo, per non saper né leggere né scrivere (ha fatto l’Itis), il disabile al 100% si è stabilito nella sede di Casa Pound (la bibliotecha Beghi; per l’acqua si allaccia alle case popolari, per il riscaldamento brucia i numeri di “Internazionale” e FA BENE!). Il Comune, naturalmente, non è stato a guardare. E’ toccato intervenire al nuovo assessore al sociale, Mauro Bornia, che si è subito attivato per trovare una nuova casa alla famiglia sfrattata. Ed ecco palesarsi la classica soluzione interna. “In sala consiliare – ha spiegato Bornia – s’è liberato tanto posto. L’ultima volta metà era vuota. Mi sa che i signori che c’erano prima non vengono più. E’ un locale a suo modo ammobiliato, ci sono un sacco di seggioloni celesti. Per me possono venire anche subito. Affitto 200 mensili e se vogliono ogni tanto possono presentare una mozione”.

Paolo Frates