“Tedeschi alla guida del Parco? Bene, è gente precisa”

“Tedeschi alla guida del Parco”: un titolo, quello dei principali quotidiani spezzini, che ha entusiasmato l’amministrazione comunale lericina, desiderosa di un cambiamento radicale ai vertici del Parco di Montemarcello, Magra, Vara e poi basta perché troppe cose insieme rischi di farle tutte male, invece è meglio farne poche, e malissimo. “Tedeschi alla guida del Parco? Sono contento, è gente precisa, che fa le cose per bene. – ha dichiarato il sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti -. Pensi, io ho una Opel e mi trovo benissimo. Il loro grande errore fu allearsi con noi”. Per omaggiare l’insediamento teutonico, l’elicottero della Polizia municipale di Lerici (mai usato con quelli di prima, perché gli agenti elicotteristi erano tutti chiusi negli uffici a fare i verbali per la Ztl, mannaggia) ha diffuso su tutto il territorio comunale, compreso Romito, la Cavalcata delle Valkilmer di Riccardo Wagner, mentre un ausiliario del traffico, comprensibilmente, sparava sulla quella parte di popolazione civile ancora favorevole al mantenimento della partecipata Lerici Mare. Il punto è che a palazzo civico c’è stato un piccolo fraintendimento: Tedeschi non sta per la popolazione più produttiva e crudele d’Europa, ma per il neo presidente Pietro, una vita passata alla Uil, perché, per iniziativa di un allora giovanissimo Marco Furletti, per ischerzo lo hanno tenuto chiuso vent’anni dentro la cella frigorifera del sindacato, un po’ come si faceva con il domestico di Tomb Raider nel tutorial. Tedeschi ha annunciato innanzitutto che rinuncerà al compenso mensile, lasciandolo “dentro il Parco, dalle altalene”, ha assicurato. Il tesoretto sarà segnalato da un arcobaleno offerto dal mondo Lgbt. Classe ’47, ma ancora nel pieno della vigoria fisica, il neo presidente ha spiegato anche che, diversamente dai predecessori, la sua badante sarà interamente a carico di sponsor privati. Insomma, il neo presidente ha fatto a tutti una gran bella impressione. L’unica cosa che ha dato un po’ fastidio è questa storia che vuole essere chiamato Valeria Bruni Tedeschi.

Omar Bozo