Anziano spezzino esce di casa per il terremoto e la ritrova occupata

Appena qualche mese fa era uscito di casa per fare una visita in ospedale – si diverte un mondo a travestirsi da dottore! – e, al ritorno, si era ritrovato l’abitazione occupata da una famiglia di nomadi sedentarizzati, ma comunque ancora legati alla loro natura, infatti cambiavano stanza di continuo. Vittima di questa situazione un anziano spezzino, che ieri è stato nuovamente gabbato. Avvertita la forte scossa di terremoto del quarto grado della scala Rittersport, si è precipitato fuori, in Piazza Europa, purtroppo con un po’ di foga, tant’è che con le pantofole DeFonseca ha disintegrato 20mila euro di pavimentazione. Complimenti per il senso civico. Per tranquillizzarsi, ha scambiato due parole con altri fuoriusciti, tutta gente squisita, a un passo dalla laurea in vulcanologia. Poi, l’anziano è tornato a casa. E, sorpresa, se l’è di nuovo trovata occupata. Proprio un vizio. A intrufolarsi nel domicilio, una famiglia italiana così povera – speranza di vita 45 anni, complessivamente – da essere stata recentemente naturalizzata somala dal Comune. L’anziano padrone di casa si è improvvisamente sentito violato nella propria intimità. Poi, dopo questa breve esperienza con l’esibizionista che gira spesso in centro, ha chiamato la Municipale per denunciare l’occupazione, ma erano tutti a vedere la replica di Italia-Irlanda convinti che fosse il ritorno. Alla questione si sono subito interessati i consiglieri regionali Pd Raffaella Paita e Mike Le Luci, più che altro perché cercano un buco dove infilarsi facile quando han due minuti liberi. La polemica: “Adesso Jean Pedrone – hanno scritto in un comunicato congiunto da leggere immaginando lei che parla con la voce di lui, a me fa ridere – non ci vengano a raccontare che i terremoti non si possono prevedere. Come mai non ha dato l’allerta? Noi come giunta Burlando avevamo fatto uno studio che dimostrava che i cani li sentono sempre un’ora prima, i terremoti, ma non dicono niente per dispetto. Però pian piano stavamo riuscendo a convincerli con delle coccole e dei Biscottini – noto mobilificio di Sarzana che fa quegli struzzi finti di gran gusto – , tanto che cominciavano a dare la zampa, e noi logicamente ci prendevamo tutto il braccio”.

Paolo Frates