“Senza Resistenza, guerra finiva due mesi dopo e addio stagione balneare”

Ora vive nel terzo mondo, dove si impegna costantemente per migliorare le condizioni di vita dei più deboli, per esempio aiutando i bambini a cucire i palloni della Nike o addirittura, per i bambini dipendenti pubblici, i Supertele. Tuttavia, Giorgio Pagagno, ex sindaco della Spezia, persona di un’umiltà impressionante, laureato in filosofia con una tesi su sé stesso, non dimentica la sua terra, e, dai tristi tropici, non fa mancare riflessioni e appunti politici spezzini. Li scrive nel suo tugurio, attorniato da bambini soldato addestrati da Giobbe Covatta, convinto che il capitano Willard non lo troverà mai. “In questo periodo caratterizzato da revisionismo storico e slanci demagogici – ha scritto con una prosa che, te, te la sogni -, è bene rimarcare il valore della Resistenza, in particolare per il comprensorio spezzino. Si sente spesso dire che, senza il contributo dei partigiani, la guerra sarebbe finita lo stesso alla svelta. Niente di più vero. Però, oggi che si parla tanto di prospettive turistiche per la provincia, pensiamo agli aspetti della Resistenza legati a questo importante comparto. Dopo l’8 settembre del 1943, i nostri nonni salirono sui monti, consentendo un’apertura fuori stagione a impianti, strutture ricettive, settore ristorazione. A questo proposito, ricordo con affetto i racconti del partigiano Courmayeur, oggi purtroppo non più tanto in forma viste le ormai 67 primavere. Ma c’è un altro aspetto, se vogliamo preponderante. C’è chi sostiene che la guerra in Italia sarebbe comunque finita nel 1945, anche senza l’impegno resistenziale. Verissimo anche questo. Ho cercato di capire quando sarebbe finita con una simulazione su Age of Empires, che qua nel terzo mondo è considerato all’ultimo grido come in Italia il Playstation, che io comunque ho, e gioco sempre al simulatore di Augias. Ebbene, senza la Resistenza, il secondo conflitto mondiale in Italia sarebbe finito due mesi dopo, a fine giugno. Niente di che, potrebbero osservare molti. Ditelo ai balneatori! Il contributo dei partigiani, di fatto, ha salvato la stagione balneare spezzina, e non si venga a dire che a fine giugno l’estate è ancora tutta davanti. Significherebbe semplicemente ignorare che il lavoro degli stabilimenti comincia già in primavera, quando bisogna sistemare le questioni degli arenili, dei chioschi, degli steroidi per i ragazzi del salvamento a mare. Insomma, un grande apporto, quello resistenziale, alla pacificazione e al benessere nazionali, mai più rimessi in discussione, se non in quei tragici momenti immediatamente successivi all’attentato a Palmiro Togliatti. Il grande leader comunista che, con una tenerezza incredibile, risvegliatosi dopo l’intervento che gli salvò la vita, chiese subito quanto aveva fatto la Juventus, e si incazzò tantissimo perché aveva vinto 1 a 0 e lui si era giocato l’over”.

Redazione