Al via la “Sagra del pane e coperto”

Prosegue la polemica sul proliferare delle sagre nella provincia spezzina. “Alle sagre spesso non vengono rispettate le norme igieniche e di sicurezza, i prezzi sono esorbitanti e il personale non è qualificato ai 100 metri rana. – osservano le associazioni di categoria – Si tratta di disservizi e problemi che i ristoranti possono garantire tranquillamente, anche con un surplus di maleducazione, grazie ad anni di comprovata esperienza. L’ostilità e le scorciatoie in materia sanitaria non si improvvisano”. Colfcommercio, Confartigiancarlo, Confesergenti e Cnaldo, convinte che le uniche sagre buone siano quelle “dedicate a vere tipicità e che preferibilmente non ci va nessuno”, sono state altresì accusate di seguire la tipica logica Nimby (“Not in my imby”). E chissà come accoglieranno la novità dell’estate spezzina, “La sagra del pane e coperto”, in programma da ora fino a quando ci piace per le vie del centro storico, con i tavoloni di legno, comprati in rubli dalle Feste de L’Unità, sistemati proprio di fronte ai ristoranti, con una certa supponenza. Immancabile la variante “Pane e coperte”, che consentirà agli avventori di sinistra (quella vera) di acquistare pane secco e coperte per senzatetto e migranti, i quali saranno avvolti generosamente nella morbidezza della lana e nel tepore infiammabile dei plaid, per proteggerli dal freddo agostano. “Un grande evento volto a valorizzare un’eccellenza troppo spesso trascurata – hanno dichiarato dal Comitato Sagre, in clandestinità dal 1992 -, una vera tipicità di questo territorio, un esempio della sua Grande Bellezza”. In merito è intervenuto anche l’assessore al turismo Luca InErba, ultimamente rimasto un po’ nelle retrovie, dichiarando: “L’unica sagra che non sopporto, è la sagra dell’ipocrisia”. Non c’entra tanto ma voleva dirlo tipo da marzo.

Omar Bozo