Ciao ciao Poletti: storie di giovani spezzini che gliel’hanno fatta

Nei giorni scorsi l’ormai ex ministro del lavoro, Giuliano Poletti, parlando di giovani italiani che vanno a cercare fortuna all’estero, ha dichiarato di conoscere “gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”. Parole gravi, dette alla moglie, un cubo di guanciale, con un unico e prolungato rutto. Sferzanti le critiche istantaneamente ricevute da tutto l’arco costituzionale. Così, avendo una sconfinata dignità, l’altra notte il ministro si è slacciato il grembiule, si è tolto il cappellino, ha spento friggitrice e generatori, ha lanciato l’ultima salamella all’affezionata clientela, è sceso dal fugoncino e si è dimesso. Non contento, ha fatto seppuku in mezzo alla strada, recidendosi il ventre da parte a parte, operazione che andrà a concludersi il prossimo marzo sotto la supervisione del Ministero delle infrastrutture. Ma intanto dall’interno dell’ex ministro ha cominciato a sgorgare pantagruelico e intatto il meglio della salumeria emiliano romagnola, preso d’assalto dai poveri della Caritas e dai bimbi africani affamati del Carrefour.

Per rispondere alla lipidica insolenza del ministro Poletti, Città della Spezia ha deciso di raccontare – appaltando il lavoro al magazine motoristico “Sentimenti spezzini” – qualche bella storia di giovani spezzini che sono dovuti andare all’estero per dimostrare tutto il loro valore, lontani da un paese che non ha saputo apprezzarli. Nemo profeta in patria. Pesciolino di merda.

IVANO PASTO

Spezzino doc, superficiale, incurabile donnaiolo, informatico (perfetta conoscenza pacchetto Word), Ivano ha lasciato l’Italia quattro anni fa con tanta voglia di farcela e con una condanna per abuso d’ufficio perché una volta quando era impiegato all’Inps ha mangiato sulla scrivania sbriciolando: non siamo mica al bar sotto casa, maleducato. Imbarcatosi per gli Stati Uniti, è stato il più lesto a gridare “Terra! Terra!” quando all’orizzonte è spuntato il noto programma di Toni Capuozzo. Dopo una prima esperienza lavorativa di fortuna – ma almeno lì è tutto legale, paghi le tasse, non prendi freddo e ci sono i controlli sanitari -, Ivano, con un bel gruzzoletto e diverse piaghe, ha raggiunto la Silicon Valley per inseguire il sogno americano. Lì, immaginandosi novello Jobs, Page o Zuckerberg, si è chiuso in un garage tra monitor, schede madri e microchip. Il lavoro va abbastanza bene, però solo fino a sera, quando il signore che abita lì rientra, posteggia il Range Rover in garage e gli butta giù tutto.

GIANNI NANNINI

Solerte consigliere comunale a Sarzana con il Movimento cinque stelle, il giovane Gianni, 52 anni, ha dovuto lasciare la capitale della Val di Magra e l’Italia per sfuggire alle angherie dell’altro pentastellato in consiglio, il presenzialista pazzo Valter Chiappini. Un tracotante che non ha mai fatto un’assenza, il tutto per risaltare sul collega Nannini e per incassare sempre il gettone e correre a giocarselo a Street Fighter al bar di palazzo civico. Come personaggio prende sempre Dhalsim perché, come lui, allunga le mani. Gianni Nannini sta facendo vari lavoretti in giro per l’Europa e recentemente ha vissuto da vicino il dramma degli attentati. “Situazioni terribili, tensione alle stelle – ha dichiarato al quotidiano Dieci -. Cavolo, che paura quando mi si è inceppato il detonatore”.

MICHELONE FIORE

Ragazzo semplice, educazione siberiana, licenza media, birra media, assessorati vari, avvocato, ha deciso di lasciare l’Italia dopo aver fatto condannare a vent’anni un cliente accusato di divieto di sosta. Si è rifugiato ad Amsterdam per spassarsela tra Museo Van Gogh e studio delle sistemazioni idrauliche cittadine. Assicura di star bene e di aver messo su una ditta con due soci: “Mi trovo benissimo con loro – ha fatto sapere -, soprattutto con il draghetto azzurro”.

ELE FOIBE

Obesa, laureata in astrofisica, ingegneria genetica, previsione dei terremoti e scienze politiche indirizzo centrodestra, Ele ha sempre incontrato grandi difficoltà a trovare lavoro in Italia perché tutti la prendevano in giro e la scartavano per i suo 150 chilogrammi di peso distribuiti su circa 150 centrimetri di altezza, e lascia stare le scuse dell’osso grosso e del folto pelo luciferino sulla schiena. Così la ragazza si è trasferita in Nord Africa, confidando nel fermento post primavere arabe. Qui non ha trovato comunque lavoro ma almeno come donna va via alla grande perché nei paesi poveri tiene ancora bene il donnone stile madre terra. E anche a me, personalmente, quei trenta-quaranta chiletti in più… ;)

BRANDO DE SICA

Europarlamentare spezzino del Partito democratico, Brando, 30 anni, ha dovuto farsi eleggere a Strasburgo per seguire da vicino l’eurodeputato Dem David Sassoli, da tempo non più autosufficiente. La principale occupazione di Brando è stalkerare il collega Matteo Salvini. E quando non c’è non va bene, e quando c’è non sta attento o chiacchiera… Alla fine lo sanno tutti che Brando rompe per un fatto di gelosia. Vede Salvini con la Isoardi e si morde le mani perché non capisce cosa abbia in meno di lei tranne “Unomattina”.

Sentimenti spezzini per Città della Spezia, Natale 2016