Integrazione, Regione lancia corso di Burquesque

Essere originali significa anche, per l’8 marzo, sostituire la classica mimosa con una delibera in odore di incostituzionalità. Lo sa bene la giunta regionale ligure, pronta a muoversi, come annunciato dall’assessore Sonia Viale, per vietare l’ingresso nelle strutture sanitarie pubbliche alle donne che portano il burqua, il pratico velo integrale islamico. “Un gesto anti discriminatorio – ha detto l’assessore leghista – e comunque non c’è da far tante storie perché tempo due-tre mesi di strutture sanitarie pubbliche non ne abbiamo più, le vendiamo tutte a Maroni Roberto”. La giunta regionale ha deciso di dare al provvedimento anche un lato costruttivo. “Oltre al divieto di burqa negli ospedali – ha spiegato la dott.ssa Viale -, per favorire l’emancipazione delle donne islamiche lanceremo un corso di burquesque, che le vedrà esibirsi in danze e nudi artistici immerse in enormi Martini Dry. La donna – siamo nel 2013, ci mancherebbe fosse diversamente! – deve essere libera di mostrarsi, senza essere giudicata, come quella puttana di Dita Von Teese per esempio”. Il divieto di burqa nelle strutture ospedaliere ha trovato un inatteso alleato anche nel sindaco della Spezia, Arthur Friedenreich. “Vietare l’ingresso in ospedale a donne col velo integrale è giustissimo, un vero atto di libertà – ha commentato da un’imprecisata località svizzera, assistito da Marco Cappato -, tant’è che noi per sicurezza non solo non faremo entrare le donne col burqa in ospedale ma proprio non faremo l’ospedale”.

Paolo Frates